Il piede piatto flessibile nel bambino è una delle patologie più comuni nell’ambito della pratica ortopedica. Certo, nel bambino, il piede raramente è causa di dolore, tuttavia fastidi e facile affaticabilità possono essere presenti, e quando il piede è piatto e funziona male, lo stato di persistente pronazione della sottoastragalica nella fase propulsiva del passo, è causa di deformità importanti nell’età adulta, dolore quando il bambino diventerà adulto, complice anche l’aumento di peso, ed infine di artrosi.

Spesso si tende a sottovalutare questa problematica, in quanto il bimbo non accusa dolore, senza pensare che un piccolo intervento, eseguito tramite un accesso di appena 1 cm, per posizionare una vite ad espansione riassorbibile, può prevenire efficacemente danni futuri ed interventi di gran lunga più invasivi.

Se l’intervento è eseguito tra gli 8 e i 12 anni infatti, l’introduzione di questo piccolo dispositivo aiuta a rimodellare efficacemente il piede nella crescita e le articolazioni mantengono in toto la loro mobilità fisiologica. Inoltra, essendo la vite ad espansione riassorbibile, non è necessario rimuoverla con un ulteriore intervento così come accade per il tradizionale calcaneo-stop utilizzato nella maggior parte dei centri che richiede un’ulteriore chirurgia per la rimozione.

L’artrorisi mediante vite ad espansione riassorbibile nel seno del tarso è una metodica mini-invasiva, semplice ed efficace per la correzione del piede piatto.

Questo intervento correttivo migliora la biomeccanica del piede e previene le deformità e la conseguente artrosi causate dallo stato di persistente pronazione senza necessità di venire rimossa.

Le domande più frequenti sul piede piatto:

D: Perché a mio figlio è venuto il piede piatto?
R: L’origine della comparsa del piede piatto nel bambino non è certa, può dipendere da svariati fattori e può essere anche espressione di compensi di deformità sovra segmentarie. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, si tratta di una problematica ereditaria ed è un piede piatto flessibile e facilmente correggibile.

D: Mi devo preoccupare se mio figlio ha il piede piatto?
R:Non tutti i piedi piatti sono fonte di dolore, alcuni sono ben tollerati e non necessitano di trattamento. Tuttavia non bisogna farsi ingannare dal fatto che il bambino non abbia dolore. Raramente il piede piatto in età infantile fa male e non si esclude che il piede possa diventare dolente in età adulta e con l’aumento del peso.

Pertanto è sempre necessario sottoporre un bambino con il piede piatto a visita specialistica.

D:Ma non è sufficiente indossare un plantare per correggere il piede piatto?
R: Purtroppo no. Il plantare può essere efficace nella prima infanzia, ma dopo i 7 anni diventa sostanzialmente inutile ed anzi maschera una eventuale sintomatologia. E’ pertanto opportuno smettere di indossarlo e ascoltare il bambino se si lamenta di una facile affaticabilità o fastidi ai piedi.

D:Ma l’età ideale per una visita qual è?
R:L’età ideale è all’approssimarsi degli 8 anni. In quanto l’età migliore per eseguire una eventuale correzione del piede piatto è tra gli 8 e i 12 anni.

D:Ma perché devo sottoporre mio figlio ad un intervento se non ha grande dolore?
R: il piede piatto è un piede che generalmente funziona male perché non è in grado di attivare un meccanismo ad elica di appiattimento per l’assaggio del terreno all’appoggio e cavizzazione per laspinta in avanti al momento della propulsione. In età infantile, con poco peso corporeo da sopportare, meccanismi di compenso ed articolazioni giovani e sane, il piede non fa male o molto poco. Ma aumentando di peso, prolungando nel tempo il malfunzionamento, le articolazioni si danneggiano e possono essere causa di dolori importanti.

D:L’intervento cui deve sottoporsi il bambino è uguale a quello che dovrà fare quando sarà maggiorenne, se deciodo di non operarlo?
R:No. L’intervento nel bambino è un intervento effettuato tramite un taglio di meno di 1 cm. Non si effettuano osteotomie (cioè nessun taglio e riposizionamento delle ossa) ma anzi, semplicemente, si introduce un tassello in materiale riassorbibile che corregge il piede e gli permette di crescere in posizione corretta, poi sparisce da solo. Questo metodo sfrutta così l’accrescimento del piede che si rimodella. Nell’adulto, poiché il piede non cresce più, è necessario correggere la posizione delle ossa in modo più invasivo.

D:E quanto deve stare fermo il bimbo dopo l’intervento?
R:Di solito sono sufficienti 3 settimane con uno stivaletto gessato sul quale può camminare. Poi potrà riprendere gradualmente la vita normale. Con il gesso può andare a scuola e se i piedi sono entrambi piatti si può effettuare l’intervento contemporaneamente.

D:E’ pericoloso?
R:Tutti gli interventi comportano rischi. Questo intervento però comporta prevalentemente i rischi legati all’anestesia, in quanto le complicanze della chirurgia in sé sono davvero scarse. Solo in rari casi il tassellino riassorbibile può dare fastidi nel tempo e necessitare di essere rimosso.

D:La fisioterapia dopo l’intervento è lunga?
R: in genere il bimbo può avere bisogno di una rieducazione al ciclo del passo, ma si tratta di una fisioterapia semplice e breve.


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