D: Mi sembra di avere una prominenza come un alluce valgo ma la mia è una prominenza “strana” e l’alluce non si muove

R: L’alluce che non si dorsi flette, può anche avere un certo grado di valgismo, cioè di deviazione, ed essere confondibile a prima vista, ma si tratta di un problema differente e di soluzione meno semplice.

D: Come mai mi è venuto l’alluce rigido?

R: L’alluce rigido può essere certamente causato da traumi o danni osteocartilaginei, ma in buona parte dei casi è associato ad un particolare assetto del metatarso, definito metatarsus primus elevatus, che predispone all’insorgenza di artrosi oppure ancora è il risultato della comparsa di un’artrosi primaria dell’articolazione, di cui non si conosce la causa.

D: E come si cura la artrosi?

R: Il problema principale è che la medicina occidentale, nonostante la vasta ricerca in questo campo, non è ancora in grado di curare l’artrosi. Tuttavia, se il grado di artrosi non è ancora particolarmente avanzato, si possono mettere in atto delle strategie capaci di rallentarla.

D: Quindi se ho il sospetto di avere un alluce rigido cosa devo fare?

R: Bisogna fare subito una radiografia sotto carico del piede in 2 pose e essere visitati da uno specialista

D: Se non mi fa molto male, lo devo operare per forza?

R: In realtà ci sono alcuni tipi di calzature con una suola spessa al centro del piede e smussata alle estremità, che aiutano molto a ridurre le sollecitazioni sull’alluce e possono servire a dilazionare l’intervento. Praticare una serie di esercizi di stretching e allungamenti della catena cinetica posteriore e della fascia plantare, sono anch’essi utili

D: Io ho dolore anche alla parte esterna del piede e mi dicono tutti che cammino storta. Perché?

R: Questo perché l’alluce, essendo poco flessibile e doloroso costringe istintivamente ad usare la parte esterna del piede, per spingere il corpo in avanti, durante il ciclo del passo, questo però porta a una deambulazione scorretta e a notevoli rischi di traumi distorsivi e non deve essere incoraggiato. Meglio, qualora la situazione sia a questo punto, cercare una soluzione chirurgica.

D: Ci sono molti tipi di intervento?

R: Si. ci sono molti tipi di intervento, anche perché ci sono diversi gradi di gravità dell’alluce rigido. Si passa da allungare i tessuti molli plantari, troppo rigidi, per dare più movimento al dito, in un grado 0 in cui l’artrosi è tanto minima da non essere evidente alla radiografia fino a, in casi estremi, (il grado 3 in cui la articolazione è scomparsa e non c’è più cartilagine) bloccare il dito in una buona posizione che consenta un cammino normale e sostanzialmente indolore, in una scarpa con 3-4 cm di tacco.
D:Ma non ci sono protesi per l’alluce rigido?

R: A quanto pare, pressoché nessuno dei grandi chirurghi del piede degli ultimi decenni ha resistito alla tentazione di progettare una protesi per l’alluce rigido. Purtroppo la stragrande maggioranza di riusltati insoddisfacenti e complicanze, ha notevolmente ridotto l’entusiasmo. Le protesi, nell’alluce rigido, falliscono spesso.

D: Cosa propone la ricerca?

R: Ci sono delle nuove soluzioni. stiamo lavorando alla possibilità di eseguire un resurfacing dell’articolazione con un materiale in corallo che sta dando grandi soddisfazioni in altri distretti. I risultati preliminari sono buoni, e la soluzione è disponibile ma per casi selezionati e l’esperienza in questo tipo di metodica è ancora limitata.

D: La fisioterapia è importante?

R: La fisioterapia è importantissima. si deve seguire un programma di mobilizzazione molto serrato per mantenere i risultati ottenuti in corso di intervento e non si può smettere di praticare nel tempo.


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