L’alluce valgo è una delle deformità del piede più diffuse, in particolare modo nella donna. La comune convinzione (errata) è che si tratti una crescita sovrabbondante di osso che dia origine alla prominenza che a poco a poco si crea.  Invece si tratta di una deformità legata ad una deviazione dell’intero metatarso che necessita di una correzione reale e mirata.

Eseguire pertanto interventi di resezione della prominenza è non solo inutile, in quanto non corregge affatto la deformità nella sua biomeccanica, ma offre solo un temporaneo miglioramento estetico a fronte di gravi rischi per la stabilità del dito.

Quando invece si esegua una correzione, pur mini-invasiva della deformità vera e propria, la chirurgia correttiva dell’alluce valgo offre risultati decisamente affidabili e stabili nel tempo.

Le domande più frequenti sull’alluce valgo:

D: Perché viene l’alluce valgo?
R: L’origine non è sempre chiara, più di frequente può essere legato ad una tendenza individuale, associato ad un piede piatto, soprattutto se insorge in età giovanile o ad un’aumentata lassità legamentosa che favorisce un aumento dell’angolo tra i metatarsi, in particolare nella donna. Certo è che non “cresce” osso in più, ma la prominenza (la “cipolla”) è data dalla testa metatarsale che sporge più del dovuto e non deve essere assolutamente limata o tagliata, ma piuttosto ricollocata nella sua posizione originaria.

D: Perché la “cipolla” non si lima soltanto?
R: L’osso sporgente, nell’alluce valgo, non deve essere semplicemente tagliato o limato per non rendere instabile l’articolazione con rischio di gravi complicanze. L’intervento da noi proposto consente di riposizionare la “cipolla” nella sede originaria, con minima invasività e tramite un piccolissimo accesso chirurgico, senza asportare nulla.

D: Non si può evitare l’intervento?
R: una volta evidente, l’alluce valgo non regredisce, se vi è dolore, sulla prominenza o peggio, plantare, sotto il secondo dito, l’intervento è il solo modo per riequilibrare il piede ed evitare ulteriori danni sulle articolazioni metatarsofalangee esterne.

D: I divaricatori pubblicizzati sono utili?
R: i divaricatori possono servire se sono presenti callosità dolorose tra il 1 e il secondo dito, ma non correggono ne prevengono in alcun modo l’aggravarsi dell’alluce valgo.

D:quando devo per forza operare il mio alluce valgo?
R: l’intervento diventa davvero necessario con la comparsa di dolore plantare sotto al secondo dito (metatarsalgia). Questa condizione indica che l’alluce valgo non è più in grado di svolgere la sua funzione e trasferisce il carico al secondo metatarso che, essendo inadeguato a sopperire a questo carico, tende a diventare instabile fino a deformarsi in griffe e lussarsi, divenendo a poco a poco causa di notevole disabilità.

D: quanto tempo dura l’intervento?
R: l’intervento ha invasività minima ed è velocissimo, circa 10 minuti, per un alluce valgo isolato. (Poi naturalmente vanno calcolati i tempi di anestesia, ingresso ed uscita dai blocchi operatori etc).

D: Poi quanto tempo bisogna stare fermi?
R: dal giorno dopo l’intervento ci si può spostare con una scarpa apposita. Sono consentiti piccoli spostamenti per andare in bagno e spostarsi in casa, non lunghe passeggiate, ma si è comunque autosufficienti nei gesti quotidiani.

D:Devo tornare per le medicazioni?
R: la medicazione sterile speciale che si mette in sala operatoria non si deve mai togliere per 30 giorni. Non è quindi necessario tornare per controlli intermedi ma solo dopo 30 giorni dall’intervento.


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